Consiglio Comunale del 17 maggio 2010
Tre ore di dibattito sul Parco degli Iblei. Bocciata la mozione finale Dopo tre ore di dibattito sulle determinazioni del Parco degli Iblei il consiglio comunale non approva un documento finale. Non si è raggiunto il quorum della maggioranza sulla votazione – sedici presenti e otto favorevoli sui nove necessari- su una mozione che ha registrato consenso trasversale nel civico consesso. Presenti 20 consiglieri il presidente del Consiglio comunale invita l’assise ad un minuto di silenzio in memoria dei due soldati italiani uccisi nella missione di pace in Afghanistan. Il Sindaco illustra l’argomento del parco degli Iblei e rileva che l’argomento presenta molte incertezze e i giudizi non sono stati espressi su dati oggettivi dovuti ad un vizio di nascita. E’ successo che è stata varata la legge ( la n. 22 del 2007) e poi si è dovuto decidere come si deve estendere in perimetro ( con le localizzazioni delle aree a,b,c e d) e relativi vincoli proporzionati alla classificazione. La regione ha sollevato l’eccezione che la Sicilia deve decidere dal basso attesa la sua specialità. Il Presidente della Repubblica, nell’emanare il decreto attuativo del parco, afferma che la decisione va fatta con l’ausilio delle Regioni con particolare riferimento a quelle a statuto speciale( la regione Sicilia lo è) coinvolgendo gli enti locali in termini di concertazione. Il Parco nei fatti c’è. Non condivide la linea di chi sostiene di non volere il parco perché è perdente: qualcuno lo farà sulla testa della Regione e degli enti locali. La posizione degli enti locali è quella di esprimersi sulle esigenze dei territori. Su questa ipotesi si sono fatti degli incontri. Proposte ce ne sono state almeno venti. Tre provincie cinvolte:Catania, Siracusa e Ragusa per 280 mila ettari. Modica veniva coinvolta per il 50% del territorio compreso l’altopiano verso Montesano e frigintini. Ragusa per oltre il 50% del territorio compresa la vallata dell’Irminio sino a Scicli. Una prima ipotesi per il comune di Modica individuare le aree che hanno una vocazione ambientale dove insistono alcuni vincoli: Tellaro, Tellesimo, Cava Ispica e Cava Palombieri. Il ragionamento però deve essere in sintonia con altri comuni nel senso che se le provincie limitrofe non immettono aree contigue il discorso non regge. Le decisioni vanno raccordate con le altre provincia di Siracusa e Catania per rispettare il criterio della contiguità. L’ipotesi votata alla provincia è previsto che per zone di 600 metri. Per Modica sarebbero inserite il Tellaro e Il Tellesimo. L’area complessiva interessata è di 14 mila ettari. Se si pensa di inserire le zone Sic o altro c’è un criterio da seguire che si rifà alle zone previste che tra luna e l’altra è necessaria una zona di rispetto. Uno dei problemi di fondo è l’inserimento o meno delle aziende agricole. I vantaggi previsti sono generici mentre dall’altra ci sono vincoli bel individuati che hanno messo in allarme le imprese agricole che già lamentano la presenza dei vincoli. Aggiungerne altri lo considerano deleterio. Bisogna allora individuare l’equilibrio tra svantaggi e vantaggi. Le zone B prevedono vincoli blandi che l’ente parco deve esprimere un parere sulle modifiche che si vorranno fare al di sopra di quelle che può esprimere il comune. L’amministrazione su questo ha cercato di tenere una linea di intervento: individuare nel territorio le zone già vincolate ( Sic e forestale), di ricucire queste aree con delle zone B che interessano, quanto meno possibile, le aziende agricole e creare in tal la contiguità con il territorio degli altri comuni. Questa linea potrebbe scontrarsi con le ipotesi previste dalla provincia. Sul termine del 30 aprile previsto per inoltrare la perimetrazione del Parco è stato chiesto, dalle provincie di Ragusa e Siracusa, un rinvio di cui non si ha notizia. Il Ministero dell’ambiente dovrebbe dare una proroga. Questo è lo stato dell’arte che non è ancora chiaro. I singoli comuni sono chiamati ad esprimersi; al momento il dibattito in corso non ha portato ad alcuna soluzione definita e neanche Modica lo ha fatto perché è il consiglio ad esprimersi. Domani a Palermo ci sarà un altro incontro e invita il consesso civico ad assumere una posizione chiara. Modica deve fare un propria proposta. Il capogruppo dell’Udc Paolo Nigro rileva importante il dibattito sul Parco attesta la riunione di domani di Palermo. Il 12 gennaio scorso l’opposizione aveva chiesto un dibattito sul Parco degli Iblei mentre la Camcom e la Provincia avevano già affrontato l’argomento. Ad oggi a distanza di tre mesi il consiglio rischia di fare una discussione vana. Rileva come il sindaco prima di questo dibattito ha incontrato associazioni e prima del consiglio che è l’organo che ha la facoltà di discutere e decidere la programmazione del territorio. L’amministrazione non ha conferito un incarico per uno studio di fattibilità sul territorio e avrebbe dovuto farlo. L’unico atto esistente è quello della Camera di Commercio che ha messo insieme un gruppo tecnico che ha sintetizzato un lavoro pregevole. Il Comune se deve perimetrare o meno un’area parco deve avere uno studio nelle mani e stasera sono assenti i dirigenti all’Urbanistica e allo sviluppo economico. L’attuale perimetrazione del parco su Modica non l’ha fatta il consiglio comunale e nessuno l’ha esaminata. Il Sindaco avrebbe dovuto investire gli organi competenti. Alcuni comuni hanno fatto una proposta così come l’ha fatta la provincia regionale di Ragusa sulla scorta di una mozione datata febbraio 2010. La questione sarebbe maggiormente comprensibile se lo studio fatto con tanto di filmato e testo pubblicato sul parco si mettesse a confronto con lo studio della Camera di Commercio. Il parco degli Iblei è un parco nazionale e in provincia di Ragusa non ci sono le condizioni per farlo. L’ipotesi allora deve essere largamente condivisa. Bisogna scegliere una posizione di ascolto. Il consiglio deve approvare una mozione di indirizzo. Il territorio di Modica non si presta per avere il parco. Se c’è una proroga bisogna avere quanti più elementi possibili per una valutazione in conferenza dei capigruppo con la commissione urbanistica. Necessario fare uno studio con i tecnici comunali avendo a riferimento lo studio della Cancom. Il consigliere Diego Mandolfo dell’Mpa ritiene che il parco degli iblei affrancherebbe il territorio dalle ricerche petrolifere; darebbe la possibilità di finanziamenti ( 30% in più per le aziende agricole). Il parco così come definito abbraccia sedici siti con vicoli ed arre protette con un’estensione di 38 mila ettari. Se si decide per lo sviluppo turistico del territorio questo percorso va a coincidere con le aspirazioni del parco. Averlo è uno sostegno ad una politica di marketing in ordine ai prodotti che si vogliono commercializzare. Il parco è un marchio aggiunto. La proposta del consiglio non può avvenire stasera; importante avere fatto partire il percorso che deve completarsi quando si conoscere l’ipotesi ultima del parco e su quella potere stabilire vantaggi e svantaggi. Il consigliere del Pdl Tato Cavallino giudica negativa la decisione del sindaco di avere assunto l’iniziativa del confronto con tanto ritardo. La seduta con il punto sembra come l’occasione di togliersi di dosso alcuni consiglieri che pressavano per discutere il punto. Ritiene che sul piano della provincia non c’è l’apporto del consiglio comunale; il sindaco ha deciso di abdicare le scelte andando a traino degli altri comuni e della provincia. Oggi l’amministrazione non ha portato alcuna proposta dopo quattro mesi dall’apertura del dibattito nel territorio su questo argomento. Oggi non si è condizione di incidere su niente. Non c’è proposta da parte dell’amministrazione. Il capogruppo dell’Mpa Carmelo Scarso dichiara la sua preoccupazione per la procedura attuata che non è per niente democratica. Una scelta calata dall’alto senza tenere conto di un popolo a cui dar conto. Gli ispiratori, Ministro e quant’altro, non si sono resi conto di questi problemi. Le legge non riconosce alcun potere di incidere sulla scelta. La norma parla di un parere peraltro non vincolante ne tantomeno obbligatorio. I destini di Modica sono stati vincolati da scelte di Palazzo a cui, storicamente, la città non si è contrapposta. Il territorio deve essere intaccato in modo minimale. La gestione dei parchi per una sconnessa politica ambientale porta ad impoverire i territori. Modica non è votata ad uno sviluppo di parco, tranne qualche sacca eccezionale. Il capogruppo dei Popolari Salvatore Cannata ritiene centrale il problema delle risorse e quindi non bisogna dire un no preconcetto alla perimetrazione del parco. Il consiglio non è in condizione di poter esprimere, in modo razionale, una sua proposta che possa incidere sulle scelte definitive che devono essere coerenti con quelle della Città. Ritiene importante un approfondimento e uno studio sulla materia da parte della commissione urbanistica allargata a tutti i capigruppo e all’ufficio tecnico al fine di fare una proposta ponderata. Il capogruppo del Pd Giovanni Spadaro ritiene che l’istituzione del parco è deciso per legge; il parere dal basso non è vincolante. Le riunioni che si sono fatte hanno posto al centro l’esigenza di avere una perimetrazione adeguata alle vocazioni del territorio. Le norme di attuazione delle zone non esistono in modo definitivo; si faranno dopo l’istituzione del parco. La proposta allora è quella di minimizzare il perimetro del parco e salvaguardare le aziende agricole. Il consigliere del’Mpa Gianni Occhipinti sottolinea che finalmente si discute di programmazione del territorio dal punto di vista sociale ed economico. Valuta che il territorio è bloccato per il 30% di vincoli ed un eventuale istituzione del parco potrebbe portarne degli altri. Le fonti alternative di energie non potrebbero farsi con danno ai benefici per le aziende agricole oggi fortemente in crisi. Il territorio modicano è fortemente antropizzato, il parco rischia di togliere risorse alle aziende. E’ auspicabile che la Regione Sicilia rappresentando le istanze del territorio possa dire la propria al Ministero per decidere il destino del parco. Il consigliere Giovanni Migliore giudica, come Occhipinti, il territorio è fortemente antropizzato e quindi poco vocato al Parco. Immaginava stasera una presentazione delle indicazioni sul parco in modo più esemplificativo. Il capogruppo di Nuova Prospettiva Nino Cerruto riflette sul fatto che c’è un patrimonio da tutelare e per tale ragione nasce il Parco degli Iblei. Rispetto ad un territorio violentato, sfruttato e quando c’è una norma che cerca di preservare si grida allo scandalo. Il parco costringe a ripensare il territorio: un ambiente da tutelare e valorizzare. Molte risorse economiche vengono convogliate nei parchi e si creano circoli economici virtuosi producendo posti di lavori. In altre realtà dove insistono i parchi non si rilevano problemi; la minimizzazione del parco potrebbe essere un limite. Il parco ci impone di ripensare un modello di sviluppo del territorio che non può essere quello della cementificazione. Vanno approfondite le ricadute, positive e negative, sul territorio con l’istituzione del parco. Il capogruppo della SD Vito D’Antona non condivide le critiche al sindaco per la discussione tardiva sul parco: non esiste, infatti, da nessuna parte una perimetrazione sul parco. Il percorso è particolarmente complesso. Non condivide il modo con cui è stata fatta la norma istitutiva. Si dichiara non preoccupato: avere un parco si hanno vantaggi. E’ un valore in più rispetto alla normalità. Bisogna valutare se il territorio è a vocazione parco. Ci sono 34 mila imprese agricole che hanno bisogno di un’espansione. E’ una sfida far convivere il parco con queste realtà. Ma questa sfida va accettata. Da atto alla Camcom e alla provincia di avere attivato una procedura utile a far emergere le necessità dal basso che ha determinato una delimitazione di circa 14 mila ettari. Bisogna rivedersi per deliberare gli orientamenti che sono emersi stasera. Al momento è necessario dare delle indicazioni all’amministrazione. Il Sindaco nelle conclusioni chiarisce alcuni passaggi che non sembrati chiari. Stigmatizza il fatto che le critiche all’amministrazione sono contraddittorie: avere un proposta prima di aver sentito il consiglio; peggio non averne affatto. L’amministrazione non assume decisioni alcuna rispetto alle facoltà del consiglio nel formulare la proposta. L’idea dell’amministrazione, non può essere ideologica con lo scatenarsi di due fazioni con il rischio di doversi schierare tra chi è favore e chi no alla proposta del parco, è quella di tirarsi fuori da questa dicotomia. Ritiene che i parchi preservano un equilibrio naturalistico che devono proteggere aree dove la presenza dell’uomo non è invasiva e qui va fatto lo sviluppo. Nelle zone fortemente antropizzate non si può caricare di ulteriori vincoli per bloccare lo sviluppo. Il parco in questo caso non è un’opportunità. L’amministrazione nella fase istruttoria ha fatto una proposta. Zona parco che coincide con i vincoli esistenti nel territorio e che vanno legate con le scelte degli altri comuni e su questo invita il consiglio ad esprimersi. Su questo bisogna lavorare. La Regione può dare un aiuto perché il suo parere e vincolante; c’è la necessità che i comuni facciano una proposta credibile e seria per essere accolta e presa in considerazione. Il capogruppo dell’Udc Paolo Nigro, dopo la sospensione di cinque minuti, informa sulla necessità condivisa nel chiudere al consiglio un documento che sintetizzi la discussione e quindi la determinazione circa l’orientamento del consiglio comunale su questo argomento. L’orientamento ai voti non viene accolto ( sedici i consiglieri presenti)con otto favorevoli, sette contrari e un astenuto. Maggioranza necessaria nove consiglieri. Testo mozione di indirizzo non approvata dal consiglio comunale MOZIONE DI INDIRIZZO SUL PARCO DEGLI IBLEI Il Consiglio Comunale di Modica Preso atto del dibattito sviluppatosi nella seduta del 17 e 18 maggio 2010 Condivisa l’opportunità e la necessità di esprimersi su questo importante e delicato argomento; Accertato che la legge assegna al Consiglio Comunale la prerogativa esclusiva di esprimersi in merito alla pianificazione urbanistica territoriale e programmazione socio-economica, del proprio territorio; FA VOTI E IMPEGNA 1. Il Sindaco a fornire al Consiglio tutti gli atti e le cartografie in suo possesso che sono state elaborate dalla Regione e dalla Provincia Regionale di Ragusa; 2. Il Sindaco a non assumere posizione ufficiale nel merito se non dopo, ed in conformità, al pronunciamento del civico consesso; 3. Il Presidente del C.C. a convocare, pertanto in seduta congiunta le Commissioni Urbanistica e Sviluppo Economico, allargate ai Capigruppo, che assumeranno valenza di tavolo tecnico o commissione speciale, alla presenza del Sindaco, del Dirigente, Funzionari tecnici dei settori interessati, ivi compresa la possibilità di coinvolgere anche la Camera di Commercio di Ragusa con il gruppo tecnico di lavoro da essa coordinato, ed i tecnici della Provincia di Ragusa, al fine di esprimersi nel merito della perimetrazione del Parco degli Iblei nel territorio Modicano. La seduta del consiglio comunale viene sciolta.





